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Sulle ali delle farfalle

11/05/2018
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Adoriamo le farfalle, le trovate in ogni nostra collezione in forme e colori sempre diversi… Proprio come tutte le cose che amiamo, desideriamo conoscerle meglio: cosa ne dite di seguirci in questo meraviglioso mondo di curiosità?

Perché non bisogna toccare loro le ali? Che cosa è quella polverina che rimane sulle dita?  
Le farfalle hanno quattro ali, due anteriori e due posteriori, e sono ricoperte di microscopiche scagliette colorate. Toccando le ali con le dita si rischia di rimuovere queste scagliette e quindi eliminare le colorazioni, compromettendo il riconoscimento reciproco e la capacità di mimetizzarsi con l’ambiente. Inoltre si rischia anche di spezzarle o danneggiarle. 

Quante sono le specie nel mondo? Quante in Italia?  
Nel mondo ci sono oltre 158.000 specie di lepidotteri, tra farfalle e falene. Le specie di lepidotteri diurni, cioè le farfalle appunto, in Italia sono 290 (in Puglia se ne contano ben 122!).

Come comunicano con gli altri esemplari? Emettono dei suoni?  
Le farfalle comunicano tra di loro principalmente con segnali chimici, che captano attraverso le sensibilissime antenne. Anche l’occhio però vuole la sua parte, infatti, i colori delle ali hanno un ruolo importante nell’individuazione e corteggiamento del partner. Le farfalle non emettono suoni, o meglio, non li emettono per comunicare tra loro, a eccezione di una grande falena ghiotta di miele che ha imparato a imitare lo stridio dell’ape regina per potersi introdurre nell’alveare ingannando le api operaie.

Volano quando piove? E quando fa freddo?  
Nelle giornate di pioggia non si vede volare una farfalla, questo perché le gocce potrebbero appesantirle e addirittura rovinare loro le ali. Quando fa freddo gli individui adulti trovano riparo in zone protette, come cataste di legna o in buchini nei muri, attendendo l’arrivo di temperature più calde. 

Quali sono gli stadi di una farfalla?  
Il ciclo di vita di una farfalla prevede quattro stadi: si parte dall’uovo, deposto da una femmina sulla pianta nutrice, che si sviluppa poi una larva: il bruco. Il bruco si ciba delle foglie della pianta nutrice, aumentando la sua dimensione finché non crea una crisalide o pupa. Da qui, dopo un po’ di tempo, sfarfalla (nel vero senso della parola) un individuo adulto, pronto per far ricominciare il ciclo vitale. 

Le farfalle mantengono qualche legame fra di loro? Si muovono in gruppo o sono indipendenti?  
Da adulte le farfalle si raggruppano in popolazioni che tendono a essere in costante contatto fra loro per evitare il grande nemico della proliferazione genetica: l'isolamento. Pensate che i bruchi della Aporia crataegi, la Pieride del Biancospino, passano l’inverno tutti insieme costruendo un nido di seta, in cui si aggregano per affrontare le fredde temperature stagionali.  

Quanto possono volare? Esistono esemplari che volano per continenti?
Alcune farfalle possono volare per grandi distanze. La “Vanessa del cardo”, per esempio, migra per migliaia di chilometri dal Nord Africa all’Europa: si riproduce nelle zone sub-sahariane, per poi volare verso la parte meridionale dell’Europa, attraversando il mediterraneo, superando le Alpi e arrivando a volte anche in nord Europa. Stessa attitudine di un’altra viaggiatrice molto esperta, la Vanessa atalanta, che compie questi voli intercontinentali riproducendosi e spostandosi di continuo. Nulla da invidiare alla Farfalla Monarca americana (Danaus plexippus), simbolo delle migrazioni delle farfalle e oggetto di numerosi documentari, che si sposta annualmente nel continente americano. 

Info: lazampa.it
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